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Misure di sicurezza rafforzate a Roma e Milano

03:27
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Controlli, servizi di vigilanza e posti di blocco ulteriormente rafforzati a Roma e Milano per il timore di attentati terroristici dopo la strage del 13 novembre a Parigi. L'allarme sarebbe scattato in seguito ad una segnalazione dell'Fbi che indicava come possibili obiettivi San Pietro a Roma, il Duomo e la Scala a Milano. Tuttavia fonti di governo sottolineano come segnalazioni sulla sicurezza in Italia da Paesi amici e alleati siano costanti e siano oggetto di attenta valutazione da parte delle forze di sicurezza italiane senza enfatizzazioni ma anche senza sottovalutazioni, come sempre avviene su base quotidiana per le informative che vengono sempre vagliate e verificate.

Il Federal Bureau Investigation, secondo quanto si apprende, avrebbe rilanciato ai servizi italiani una informativa a sua volta ricevuta dalla Dea, l'Agenzia federale antidroga. Sarebbero una serie di elementi di natura investigativa ad aver fatto maturare la decisione di intensificare le misure di sicurezza. Elementi che, viene sottolineato, serviranno ora per svolgere ulteriori attività di indagine. L'Fbi avrebbe segnalato alle autorità italiane cinque nominativi sospetti su cui svolgere approfondimenti investigativi. Si tratterebbe, sempre stando alle indiscrezioni, di nomi arabi sui quali al momento non ci sarebbero riscontri. Il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha detto che le nostre forze di sicurezza sono al lavoro per identificare le cinque persone.

Sia dall'Fbi sia dagli altri servizi stranieri e anche dalle verifiche che da giorni stanno conducendo i nostri apparati di sicurezza non sarebbero stati comunque raccolti segnali diretti di minacce concrete per il nostro Paese. Nel documento arrivato dagli Stati Uniti non ci sarebbero infatti indicazioni né temporali né, tantomeno, di progettualità specifiche ma soltanto indicazioni generiche.

Le verifiche sulle informazioni ricevute sono tuttora in corso e proseguiranno nei prossimi giorni, soprattutto quelle relative ai cinque nominativi arabi: i primi riscontri avrebbero infatti dato esito negativo e bisognerà ulteriormente allargare i controlli, incrociando le informazioni ricevute con quelle in possesso dei nostri 007.

La prima conseguenza dell'allarme proveniente dagli Stati Uniti è stata la circolare che il Dipartimento di Pubblica Sicurezza ha inviato ai questori di Milano e Roma. Nel documento si chiede di rafforzare ulteriormente - per quanto possibile visto che l'allerta è già a livello 2, vale a dire l'ultimo prima del livello che scatta solo in caso di attacco terroristico - la vigilanza e il controllo nelle due città, con particolare attenzione ai luoghi di culto e di aggregazione. Sono stati inoltre disposti una serie di posti di blocco per aumentare i controlli a persone o veicoli sospetti.

D'altronde in un momento come questo, con allarmi - veri o falsi che siano - in mezza Europa, partite di calcio sospese, continui blitz delle forze speciali alla ricerca di presunti terroristi e cellule nascoste, nessuna segnalazione può essere tralasciata e, anzi, va vagliata con la massima attenzione. Soprattutto a Roma, in vista dell'apertura del Giubileo, l'8 dicembre prossimo, per il quale si stanno predispondendo misure particolari. Da stasera nella Capitale sono comparse camionette militari e soldati armati nelle principali stazioni della metropolitana. Ma anche a Milano e nelle altre città italiane. Della lotta al terrorismo ha parlato diffusamente oggi anche il presidente del Consiglio Matteo Renzi, che ha anticipato una proposta per ulteriori stanziamenti ma come tutte le autorità, a cominciare dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha anche ribadito che non bisogna lasciarsi vincere dalla paura.

Caccia a una Seat nera nella zona di Torino guidata da un giovane sospettato per gli attentati.

07:17
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Attacco Europa: caccia a una Seat nera nella zona di Torino guidata da un giovane sospettato per gli attentati.

La polizia stradale ha appena diramato le ricerche «a tutte le pattuglie in servizio sulle autostrade del Piemonte e sulla tangenziale di Torino» di una Seat Ibiza nera. A bordo un ragazzo francese di 32 anni, Baptiste Burgy. Le autorità francesi sospettano possa essere uno dei terroristi che hanno agito a Parigi l'altra notte.
Il sospettato, secondo quanto appreso, sarebbe entrato ieri in Italia passando dalla frontiera di Ventimiglia.

La nota segue quella della notte scorsa: «Si prega di voler ricercare una autovettura Seat modello sconosciuto di colore nero, targa GUT 18053 con probabile ingresso a Ventimiglia. Possibile collegamento con gli attentati in Francia». È la nota che il servizio di cooperazione internazionale di polizia ha inviato a tutti gli uffici competenti italiani.

La nota, secondo quanto si apprende, sarebbe stata inviata nella mattinata di sabato. Al momento, viene spiegato da fonti qualificate, non c'è in ogni caso alcuna certezza che l'auto sia effettivamente entrata in Italia. La Seat è stata segnalata a tutte le polizie dei paesi confinanti con la Francia: in un documento del centro di cooperazione di polizia della dogana di Hendaye, al confine tra la Francia e la Spagna si segnala alle autorità spagnole la necessità di ricercare «un veicolo sospetto che è stato visto nel circondario vicino ai luoghi dove sono stati commessi gli attentati di Parigi». Si tratta appunto della Seat. Nel documento si segnala inoltre che a bordo dell'auto c'erano tre persone e che la targa, la stessa indicata dalle autorità italiane, è incompleta.

Attentati a Parigi, leader mondiali sotto shock. Obama: "Pronti ad aiutare la Francia"

03:04
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Attentati a Parigi, leader mondiali sotto shock. Obama: "Pronti ad aiutare la Francia"

NEW YORK. La notizia delle stragi terroristiche e della presa di ostaggi a Parigi ha immediatamente fatto il giro del mondo, e subito molti leader internazionali hanno reagito esprimendo sgomento e vicinanza alla Francia che affronta la sua notte dell'orrore. In tarda serata il presidente degli Stati Uniti Barack Obama è apparso in tv, mentre a New York, dove sono sempre vive le cicatrici dell'11 settembre, venivano innalzate le misure di sicurezza: "Quello che sta accadendo a Parigi e' un attacco non solo al popolo francese ma a tutta l'umanita' e ai valori che condividiamo. I valori di liberté, egalité e fraternité non sono solo condivisi dal popolo francese, ma anche da noi". "Ancora una volta - ha detto Obama - siamo di fronte a un vergognoso tentativo di terrorizzare civili innocenti".
Il presidente americano ha quindi assicurato che la Francia e gli Stati Uniti faranno di tutto per portare i terroristi davanti alla giustizia. "Siamo pronti ad aiutare la Francia e a fornire qualsiasi tipo di assistenza". Di "notizie strazianti" parla Hillary Clinton: "Prego per la città e le famiglie delle vittime", twitta. "Sono scioccato dagli eventi di Parigi. I nostri pensieri e preghiere sono con il popolo francese. Faremo tutto ciò che possiamo per aiutare", ha scritto il premier britannicoDavid Cameron su Twitter. Sotto shock si dice anche Angela Merkel davanti alle notizie e alle immagini che arrivano da Parigi. "In queste ore, i miei pensieri vanno alle vittime di questi attacchi evidentemente terroristici, ai loro cari e a tutti gli abitanti di Parigi", ha affermato la cancelliera tedesca. "Seguo scioccato gli attacchi di Parigi. La mia piena solidarietà e simpatia al popolo e alle autorità francesi", ha scritto, sempre su Twitter, il presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk. Sulle stragi è intervenuto subito anche il segretario generale dell'Onu Ban-Ki Moon: "Sono vicino al governo e al popolo della Francia".
Nel condannare i "vergognosi attentati di Parigi", il segretario ha chiesto l'immediato rilascio degli ostaggi e espresso "fiducia che le autorita' francesi faranno quanto in loro potere per portare i responsabili davanti alla giustizia". Shock anche in Italia dove il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in un messaggio a Francois Hollande, ha detto che l'orrore che sta sconvolgendo la capitale francese e tutto il Paese lascia esterrefatti e sgomenti. "Seguo con apprensione e forte dolore gli sviluppi dei barbari attacchi terroristici ancora in corso a Parigi". Il capo dello Stato è in costante contatto con il governo per avere informazioni su quanto sta avvenendo in Francia. Immediata anche la reazioni del presidente del Consiglio Matteo Renzi: "Insieme ai nostri fratelli francesi, contro l'atroce attacco a Parigi e all'Europa". "Vicini alla Francia, uniti contro il terrore", è il messaggio del ministro degli Esteri Paolo Gentiloni.

ATTENTATO A PARIGI, ISIS RIVENDICA: ORA TOCCA A

02:54
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Attacco a Parigi, Isis rivendica: «Ora tocca a Roma, Londra, Washington»

La rivendicazione con un video: « Francia senza pace finché bombarda». 

I jihadisti provano a diffondere l’hashtag #Parigibrucia ma vengono bloccati dagli hacktivist



Lo Stato islamico ha rivendicato gli attentati in serie di venerdì notte a Parigi. «La Francia manda i suoi aerei in Siria, bombarda uccidendo i bambini, oggi beve dalla stessa coppa», si legge in uno dei messaggi di rivendicazione. Nella mattinata di sabato inoltre è stato diffuso un filmato dall’Al-Hayat Media Center, ufficio di comunicazione e propaganda del gruppo jihadista, che ha espresso la minaccia attraverso un filmato in cui si vede un estremista che, affiancato da altri miliziani, incita i musulmani francesi a portare a termine altri attentati. «Fino a che continuerete a bombardare non vivrete in pace. Avrete paura persino di andare al mercato», sostiene il miliziano, che ha la barba lunga tipica dei jihadisti e parla in arabo. Nel filmato Isis esorta i musulmani che non riescono ad andare a combattere in Siria per la guerra santa a compiere attentati in Francia. «Vi è stato ordinato di combattere gli infedeli ovunque li troviate. E dunque cosa aspettate? Ci sono armi e auto a disposizione e obiettivi pronti da colpire», recita in arabo un miliziano, affiancato da altri compagni, nel video. «C’è anche il veleno: così avvelenate l’acqua e il cibo di almeno uno dei nemici di Allah».

#Parigibrucia
Ma non solo. Sono molti i messaggi circolati su Twitter e sui social postati dai supporter di Isis. Il picco si è avuto tra le 23 e l’1 di notte, con l’hashtag #Parigibrucia, scritto in arabo, poi bloccato dagli utenti e dagli hacktivist. «Il sapore del sangue francese è buono», scrive un utente che posta anche un’emoticon per ribadire il suo delirante messaggio. E poi aggiunge: «Ma il sapore del sangue americano è ancora più buono. Lo gusteremo presto».

«Questo è l’11 settembre di Parigi»
L’invito è a «ricordare, ricordare il 14 novembre. Non dimenticheranno mai questo giorno, come l’11 settembre per gli americani», si legge in un’altro messaggio lanciato dal Dabiq France. La propaganda jihadista sembra dunque aver ritrovato vigore dopo un periodo di silenzio. Inoltre gli hacker del Cyber Califfato sembrano essere tornati attivi. Tra le varie foto pubblicate, anche un fotomontaggio che ritrae Francois Hollande in ginocchio davanti alla Torre Eiffel, sovrastato dalla minacciosa immagine di Jihadi John, probabilmente ucciso in Siria. Il sito di intelligence The Site ricorda come recentemente si sia registrata anche una serie di attacchi contro siti francesi, all’insegna dell’hashtag #FranceUnderHacks (Francia sotto gli hacker). Inoltre negli scorsi mesi la propaganda jihadista aveva annunciato che avrebbe colpito «Parigi prima di Roma». Parole cui sembra fare eco la dichiarazione già diffusa dalla rete di simpatizzanti di Isis su Twitter in cui si sostiene che dopo stanotte a Parigi «il prossimo attacco sarà a Londra, Washington e Roma». E non mancano le minacce a Spagna e Portogallo, territorio dell’antico Califfato in Europa. *fonte il web

 
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